Questi i precetti del diritto: vivere onestamente, non offendere alcuno, dare a ciascuno il suo. Ulpiano

IN TEMA DI CIRCOLAZIONE STRADALE: L'UTENTE E' RESPONSABILE ANCHE DEL COMPORTAMENTO IMPRUDENTE ALTRUI

"Il conducente del veicolo tenuto a cedere la precedenza nell’impegnare un crocevia deve usare la prudenza e diligenza necessarie ad eseguire in sicurezza la manovra di attraversamento, non potendo fare affidamento sul fatto che i veicoli favoriti siano a loro volta gravati dall’obbligo di rallentare in prossimità dell’incrocio, giacché l’eccessiva velocità di questi ultimi, se non costituisce un fatto sopravvenuto, può rappresentare soltanto una causa concorrente dell’incidente eventualmente occorso, di per sé non sufficiente ad escludere la responsabilità dello stesso conducente. Nel più ampio orizzonte della valenza del principio di affidamento nel settore che qui occupa, si è più volte ribadito che il principio dell’affidamento trova un temperamento nell’opposto principio secondo il quale l’utente della strada è responsabile anche del comportamento imprudente altrui purché questo rientri nel limite della prevedibilità."

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IL PASSEGGERO CHE NON INDOSSA LA CINTURA DI SICUREZZA NON DEVE ESSERE TRASPORTATO

Qualora il passeggero non indossi la  cintura di sicurezza, è responsabile il conducente. Questi infatti e’ tenuto, in base alle regole della comune diligenza e prudenza, ad esigere che il passeggero la indossi ed, in caso di sua renitenza, deve rifiutarne il trasporto o evitare di intraprendere il viaggio, a prescindere dall’obbligo e dalla sanzione a carico di chi deve fare uso della detta cintura. 

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IN TEMA DI REATO DI FUGA IN OCCASIONE DI SINISTRO STRADALE E DOLO EVENTUALE

Il reato di fuga in occasione di sinistro stradale con danno alle persone ex art. 189, comma 6 cod. strada è punibile anche a titolo di dolo eventuale, il quale si configura quando l’agente consapevolmente rifiuti di accertare la sussistenza degli elementi in presenza dei quali il suo comportamento costituisce reato, accettandone per ciò stesso il rischio.

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RESPONSABILITA' CIVILE DA SINISTRO E PEDONE CHE TIENE UNA CONDOTTA IMPREVEDIBILE ED ANORMALE

In tema di responsabilità civile da sinistri derivanti dalla circolazione stradale, "in caso di investimento di pedone la responsabilità del conducente è esclusa quando risulti provato che non vi era da parte di quest’ultimo alcuna possibilità di prevenire l’evento, situazione questa ricorrente allorché il pedone tenga una condotta imprevedibile ed anormale, sicché l’automobilista si trovi nell’oggettiva impossibilità di avvistarlo e comunque di osservarne tempestivamente i movimenti; tanto si verifica quando il pedone appare all’improvviso sulla traiettoria del veicolo che procede regolarmente sulla strada, rispettando tutte le norme della circolazione stradale e quelle di comune prudenza e diligenza incidenti con nesso di causalità sul sinistro."

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CIRCOLAZIONE STRADALE: SVOLTA A SINISTRA E AFFIDAMENTO INCOLPEVOLE

Ciascun utente della strada deve tenere in debita considerazione l’eventuale altrui imprudenza, "quando la stessa rientri nei limiti della prevedibilità e, soprattutto, come nel caso in specie, tale onere si intersechi con obblighi di prudenza, circospezione e cautela derivanti dalla manovra di svolta a sinistra da intraprendere, con provenienza da strada secondaria e gravata da obbligo di precedenza"; tale rilievo costituisce pertanto temperamento al principio dell'affidamento incolpevole.

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IL DANNO DA FERMO TECNICO DEL VEICOLO INCIDENTATO DEVE ESSERE ALLEGATO E DIMOSTRATO

"Il danno da “fermo tecnico” del veicolo incidentato non è risarcibile in via equitativa – cui è possibile ricorrere solo ove sia certa l’esistenza dell’an – ove la parte non abbia provato di aver sostenuto di oneri e spese per procurarsi un veicolo sostitutivo, né abbia fornito elementi (quali i costi assicurativi o la tassa di circolazione, sempre che la durata della riparazione non sia stata particolarmente breve, tale da rendere irrilevante l’entità di detti costi) idonei a determinare la misura del pregiudizio subito... Anche il danno da “fermo tecnico” non può considerarsi in re ipsa ... quale conseguenza automatica del sinistro e della indisponibilità del veicolo, ma deve, invece, essere allegato e dimostrato in ragione della effettiva perdita patita dal danneggiato, in consonanza con la norma di cui all’art. 1223 c.c.."

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AUTOSTRADA E INCIDENTE CAUSATO DA INGOMBRO METALLICO: IL GESTORE NON DEVE CONTROLLARE PREVENTIVAMENTE TUTTI GLI AUTOMEZZI E RELATIVI CARICHI

La presenza sulla carreggiata dell’ingombro metallico può essere valutata “in termini di causa efficiente sopravvenuta e inimputabile, idonea a causare l’evento – e quindi a recidere il nesso eziologico tra il danno e l’attività concretamente esigibile dal gestore … Quanto poi all’assunto secondo cui la società sarebbe onerata del controllo preventivo di tutti gli automezzi che chiedano di accedere all’autostrada, con conseguente obbligo di precluderne l’utilizzazione a quelli che non offrano sufficienti garanzie di stabilità e di sicurezza del carico, ritiene il collegio che all’obbligo del concessionario di garantire la buona manutenzione delle strade e di prevenire situazioni di pericolo, predisponendo le opportune protezioni e segnalazioni, non possa darsi l’estensione pretesa dal ricorrente, trattandosi di adempimenti che finirebbero per compromettere l’obiettivo della speditezza della circolazione, consustanziale alla realizzazione e all’uso di siffatte strutture”.

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AUTOSTRADA E INCIDENTE CAUSATO DA INGOMBRO METALLICO: IL GESTORE NON DEVE CONTROLLARE PREVENTIVAMENTE TUTTI GLI AUTOMEZZI E RELATIVI CARICHI

La presenza sulla carreggiata dell’ingombro metallico può essere valutata “in termini di causa efficiente sopravvenuta e inimputabile, idonea a causare l’evento – e quindi a recidere il nesso eziologico tra il danno e l’attività concretamente esigibile dal gestore … Quanto poi all’assunto secondo cui la società sarebbe onerata del controllo preventivo di tutti gli automezzi che chiedano di accedere all’autostrada, con conseguente obbligo di precluderne l’utilizzazione a quelli che non offrano sufficienti garanzie di stabilità e di sicurezza del carico, ritiene il collegio che all’obbligo del concessionario di garantire la buona manutenzione delle strade e di prevenire situazioni di pericolo, predisponendo le opportune protezioni e segnalazioni, non possa darsi l’estensione pretesa dal ricorrente, trattandosi di adempimenti che finirebbero per compromettere l’obiettivo della speditezza della circolazione, consustanziale alla realizzazione e all’uso di siffatte strutture”.

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COPERTURA ASSICURATIVA E DANNI SUBITI DAI TERZI DURANTE IL TRASPORTO

Deve essere escluso “che la copertura assicurativa possa essere operante, in relazione ai danni subiti dai terzi trasportati, “se il trasporto non è effettuato in conformità alle disposizioni vigenti o alle indicazioni della carta di circolazione”. In ordine alla conformità alle prescrizioni della carta di circolazione, vale l’accertamento in fatto compiuto dal giudice di merito, in sostanza neppure contestato dalla società ricorrente. Quanto, invece, al rispetto delle norme per il trasporto, la disposizione contrattuale non può, all’evidenza, ricomprendere in tale espressione anche la violazione, commessa dal conducente, di regole di comportamento derivanti dal codice della strada.
In altri termini, una cosa è che vi siano, ad esempio, difetti strutturali o di costruzione del mezzo tali da provocare un sinistro, altra cosa è che il fatto dannoso sia stato generato dalla violazione di regole di circolazione o di semplice prudenza.”

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AUTOVELOX E SUA DISTANZA DAI SEGNALI STRADALI O LUMINOSI

"Secondo la giurisprudenza di questa Corte, dalla quale non v’e’ ragione di discostarsi, in materia di accertamento di violazioni delle norme sui limiti di velocita’, compiuta a mezzo di apparecchiatura di controllo, comunemente denominata “autovelox”, il Decreto Ministeriale 15 agosto 2007, articolo 2 – secondo cui dell’installazione dei dispositivi o mezzi tecnici di controllo deve essere data preventiva informazione agli automobilisti – non stabilisce una distanza minima per la collocazione dei segnali stradali o dei dispositivi di segnalazione luminosi, ma solo l’obbligo della loro istallazione con adeguato anticipo rispetto al luogo del rilevamento della velocita’, in modo da garantirne il tempestivo avvistamento; ne consegue che la distanza tra segnali stradali o dispositivi luminosi e la postazione di rilevamento deve essere valutata in relazione allo stato dei luoghi, senza che assuma alcun rilevo la mancata ripetizione della segnalazione di divieto dopo ciascuna intersezione per gli automobilisti che proseguano lungo la medesima strada ".

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