Questi i precetti del diritto: vivere onestamente, non offendere alcuno, dare a ciascuno il suo. Ulpiano

ATTENUANTI GENERICHE APPLICABILI SE IL REATO DI MALTRATTAMENTI IN FAMIGLIA E' COMMESSO DA GENITORI STRANIERI CULTURALMENTE INADEGUATI

In ambito di maltrattamenti familiari possono essere riconosciute le attenuanti generiche di cui all’art. 62-bis c.p. ai genitori che, per la loro inadeguatezza etno-culturale, ritengono consentite punizioni corporali sul figlio minore che nel Paese di origine, il Marocco, non costituiscono illecito. Nel caso di specie la loro incapacità culturale non ha permesso di rendersi conto della patologia diagnosticata al figlio stesso a cagione dei loro atti.

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TRA CONIUGI NON ANCORA DIVORZIATI NON SI CONFIGURA IL REATO DI ATTI PERSECUTORI

Tra coniugi non ancora divorziati non si configura l’ipotesi aggravata del reato di atti persecutori di cui all’articolo 612 bis c.p., bensì il reato di maltrattamenti in famiglia ex art. 572 c.p., in ragione della permanenza del vincolo familiare: una separazione legale o di fatto non vale, infatti, a porre nel nulla i doveri di rispetto reciproco, assistenza morale e materiale, e di solidarietà nascenti dal rapporto coniugale.

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MALTRATTAMENTI IN FAMIGLIA E INTENTO SCHERZOSO O GIOCOSO

"Le condotte di maltrattamento raggiungono la soglia della rilevanza penale quando si collochino in una più ampia ed unitaria condotta abituale idonea ad imporre un regime di vita vessatorio, mortificante ed insostenibile....un intento intermittentemente scherzoso o giocoso non esclude certo il dolo, che si caratterizza per la coscienza e volontà di sottoporre la persona offesa ad una serie di sofferenze fisiche o morali in modo continuato ed abituale."

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IN TEMA DI DELITTO DI MALTRATTAMENTI IN FAMIGLIA E DI SOFFERENZE MORALI

"Il delitto di maltrattamenti in famiglia non è integrato soltanto dalle percosse, lesioni, ingiurie, minacce, privazioni e umiliazioni imposte alla vittima, ma anche dagli atti di disprezzo e di offesa alla sua dignità, che si risolvano in vere e proprie sofferenze morali. In relazione all’elemento psicologico, poi, costituisce insegnamento consolidato quello secondo cui il dolo non richiede – a differenza che nel reato continuato – la sussistenza di uno specifico programma criminoso, verso il quale la serie di condotte criminose, sin dalla loro rappresentazione iniziale, siano finalizzate, ma è invece sufficiente la consapevolezza dell’autore del reato di persistere in un’attività delittuosa, già posta in essere in precedenza, idonea a ledere l’interesse tutelato dalla norma incriminatrice".

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DELITTO DI MALTRATTAMENTI: PUO' APPLICARSI NEI RAPPORTI LAVORATIVI

Il delitto di maltrattamenti previsto e punito all’art. 572 c.p. può ben trovare applicazione nei rapporti di tipo lavorativo laddove sussista il presupposto della parafamiliarità, intesa come sottoposizione di una persona all’autorità di un’altra in un contesto di prossimità permanente, di abitudini di vita proprie e comuni alle comunità familiari, nonché di affidamento, fiducia e soggezione del sottoposto (soggetto più debole) rispetto all’azione di chi ha ed esercita l’autorità suddetta.

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MALTRATTAMENTO E STALKING: NON CONFIGURABILI SE LE VESSAZIONI SI SON PROTRATTE PER UN BREVE LASSO DI TEMPO

Non è sufficiente che i comportamenti penalmente rilevanti riconducibili ai reati di maltrattamenti e stalking si protraggano per un lasso temporale di mesi sei per predicare la configurabilità dei reati di maltrattamenti e stalking.

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REATO DI MALTRATTAMENTI IN FAMIGLIA E ALLONTANAMENTO DAL DOMICILIO FAMILIARE

Il reato di maltrattamenti in famiglia presuppone la sussistenza di un vincolo familiare, o, quantomeno, di un rapporto connotato da stretta assistenza e solidarietà reciproche, perdurante sino all’eventuale allontanamento del coniuge o del  convivente dal domicilio familiare. Quest’atto, pertanto, è idoneo a far venire definitivamente meno il sodalizio familiare nel caso in cui la crisi non trovi una composizione.

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DELITTO DI RIDUZIONE O MANTENIMENTO IN SCHIAVITU' NEI CONFRONTI DELLA FIGLIA E ASSORBIMENTO DI QUELLO RELATIVO AI MALTRATTAMENTI IN FAMIGLIA

“Ai fini della configurabilita’ del delitto lo stato di soggezione penalmente rilevante deve essere continuativo e non totale, tuttavia tale da realizzare uno stato di fatto nel quale l’autodeterminazione e la liberta’ del soggetto passivo siano annullati o comunque ridotti in ambiti di nessuna rilevanza rispetto allo sfruttamento che di lui e’ fatto, con l’effetto di ridurre la vittima ad essere quasi una cosa in proprieta’ del soggetto passivo.”

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A PROPOSITO DI ABUSO DEI MEZZI DI CORREZIONE NEL CASO IN CUI SI AFFERRI E SI STRINGA IL COLLO DEL PROPRIO FIGLIO PER FINE CORRETTIVO O DISCIPLINARE

“ Non puo’ parlarsi di abuso di mezzi di correzione quando sia stato adoperato per fine correttivo e disciplinare un’azione non consentita, sia per la sua natura che per la sua potenzialita’, quale puo’ essere afferrare la vittima, sia pur meritevole di castigo, per il collo, stringendolo, azione questa producente una malattia nel corpo”.

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